S08/13 PROMO
prezzo al pubblico:
Euro 25,00 NB. Il modello è stato aggiornato migliorando svariati dettagli come l'aggiunta di particolari tampografati o verniciati, l'accura riproduzione del posto di guida e una verniciatura più brillante. |
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| Domenica 10 luglio 1938 è di scena la classica corsa in salita genovese che si
snoda lungo i quasi 10 chilometri che separano il Passo dei Giovi dalla località di
Pontedecimo, una edizione della gara - la dodicesima - che sarà ricordata a lungo per la
performance di Giuseppe (Nino) Farina. Figlio del ''carrozziere'' Giovanni e nipote di
''Pinin'' Farina, il forte pilota torinese - che nel 1950 riuscirà a fregiarsi del primo
titolo di Campione del Mondo della Formula 1 - vince abbassando sensibilmente il record
precedente detenuto da Pietro Ghersi e segna un tempo che resterà imbattuto per una
quindicina d'anni, fino al 1953. Ma veniamo alla
corsa. In lizza per la vittoria sono i tre alfieri dell'Alfa Romeo, Nino Farina, Emilio
Villoresi e Piero Dusio: i primi due vengono iscritti dall'Alfa Corse, Dusio dalla Squadra
Automobilisti di Torino, ma tutti e tre dispongono delle magnifiche spider Touring con
motore ad 8 cilindri da 2,9 litri di cilindrata sovralimentato mediante due compressori,
macchine che coniugano soluzioni tecniche di primordine (tra cui le sospensioni a quattro
ruote indipendenti ed un impianto frenante particolarmente efficace) con carrozzerie
appositamente studiate e curate nei minimi particolari e che possono dunque essere
considerate come la più prestigiosa realizzazione della Casa milanese nel campo delle
gran turismo ad elevate prestazioni costruite prima della seconda guerra mondiale. I nostri tre campioni partono in successione, in base al numero di gara: Piero Dusio col numero 108, Giuseppe (Nino) Farina con il 112 ed Emilio (Mimi) Villoresi con il 114. Dusio fa un bel 6'46", ancora insufficiente a battere il recordi di Ghersi (6'35"2/5) Tocca poi a Farina, il quale parte subito all'arrembaggio: sin dai primi metri sembra voler aggredire e divorare il nastro stradale che gli si para dinanzi. Del resto Nino è un irruento di natura, il rischio è insito nel suo essere, solo che la troppa foga potrebbe condurlo all'errore, magari ad un ''lungo'' di troppo. Ma le doti del pilota, che compie una salita impeccabile, coniugate con la straordinaria potenza ed efficacia della sua 8 cilindri, lo portano a completare la salita in soli 6'23"2/5, una dozzina di secondi in meno rispetto al record precedente, il che - sono parole delle cronache del tempo - ''su un percorso così breve e di tale difficoltà rasenta il prodigio''. E pensare che Nino Farina non è uno specialista delle corse in salita ma di quelle su pista ! L'ultimo ''via'' è per il giovane Emilio Villoresi, fratello minore del più celebre Luigi (Gigi), uno sfortunato ventiquattrenne che promette bene ma che neppure un anno dopo sarà vittima di un mortale incidente avvenuto nel corso di una seduta di prove. Emilio è veloce, preciso, caricato psicologicamente per via della vittoria conseguita un mese prima alla salita Parma-Poggio di Berceto, ma non riesce ad avvicinare la prestazione di Farina e finisce al posto d'onore, con una decina di secondi di distacco. |
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